Badabing!

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Badabing intervistato da Délit d’Images??

1) Dai polipi alle geisha, passando per tatuaggi, zombies ed altro, Badabing si distingue per un certo eclettismo estetico. Quali sono le ragioni di tali scelte? Esiste, malgrado tutto, una visione d’insieme che dirige Badabing?

Trovo che tu sia riuscito a cogliere piuttosto bene, attraverso una sintesi assolutamente grotesque, quello che ispira la creatura Badabing; nascendo come un progetto piuttosto personale, è evidente che abbia finito per raccogliere tutto ciò che trovo bello, « fart-artistic»  e trash, in un melange compulsivo che riflette anche la natura veloce ed effimera dell’interweb. Le ragioni di questo eclettismo sono tutto sommato istintive, si rifanno ai miei gusti, ma di certo non manca un filo conduttore, nè una visione che sorvola e controlla. L’idea alla base è suscitare curiosità per quei fenomeni che troppo spesso (e perchè poi?) vengono liquidati come estranei al nostro pensiero, soprattutto in ambito artistico, ed operare una ricerca continua di quelle chicche ignote che strizzano l’occhio ai nostri. Nessun elemento dovrebbe essere ritenuto pericoloso, poichè nessuno di noi dovrebbe avere paura.

2) Sei una militante (della « destra alternativa»  italiana). Badabing rappresenta un surplus rispetto al tuo impegno politico o una parte importante del tuo militantismo?

Badabing non potrebbe trovare spazio in un movimento politico polveroso ed antiquato. Per fortuna la nostra area di pensiero ha sempre avuto un occhio di riguardo per le avanguardie artistiche e culturali, basti pensare a Casapound, il movimento di cui faccio parte, che è costantemente attivo nella ricerca e nell’incoraggiamento di spazi di espressione non conforme, non allineata e quindi libera. Naturalmente non oso definire Badabing una creazione artistica, ma piuttosto un salotto leopardato dove pitture, musiche, film, libri, pupe tatuate, Ivans di tutto il mondo, politica e moda possono bere un bicchiere di assenzio insieme.
Per rispondere alla tua domanda, Badabing è sicuramente parte integrante della mia militanza.

3) Ti inserisci nella continuità della cultura alternativa italiana?

Alternativo è un termine che ho sempre trovato un pò sfigato. Mi piacerebbe che Badabing possa essere non uno, ma 3 passi avanti, piuttosto che al rimorchio di una cultura fatiscente e moribonda. In Italia, soprattutto, si assiste ad un assopimento mortifero del « sistema»  cultura: la dittatura televisiva propone modelli del tutto inadeguati di livello infimo e volgare; complice il mondo dell’entertainmentt, all’italiano vengono fornite quotidianamente dosi massicce di culi e cocaina, quiz e lotterie, orride trasmissioni culinarie e fenomeni allo sbaraglio… uscire da questo circuito è però possibile, basta guardare ai nostri cugini francesi, che sotto molti aspetti stanno peggio di noi, ma che riescono sempre a ricordarsi chi sono, ad offrire soluzioni culturali d’eccezione (il cinema francese, ad esempio, che in Italia è cadaverico, continua ad essere di ispirazione a tutti noi! Martyres, Braquo, L’humanité, Sur ma peau, Irreversible, Dog Pound…) e ad essere sinonimo di speranza!

4) A parte Badabing, hai altri progetti in preparazione?

Non posso svelare subito gli assi che spuntano dal mio cilindro magico, posso però anticipare che ci sarà a breve una sorpresa che trascinerà l’essenza virtuale di badabing nello spazio reale! E saranno polipi amari per tutti.